
(Loredana Bertè, 1981)

Wallflowers, bel rock melodico (fa molto colonna sonora di "Scrubs"), peccato che il povero batterista Calire è sempre sostituito da Matt Chamberlain.
Il cantante è Jakob Dylan (figlio di Bob).
Red letter days
(2002)
Breach
(2000)
Bringing down the horse
(1996)

Dopo innnumerevoli tentattivi sono riuscito a inserire le foto...
Grazie Adriana e Mario
Questa è Betty Davis


È uscito il nuovo album di Sergio Caputo, raro sprazzo di creatività e bella musica italiana in punta di piedi: "THAT KIND OF THING"
Ulteriori informazioni su
troverete divertenti aneddoti come questi
UN SABATO ITALIANO
DIZZY GILLESPIE
aneddoti vari
La batteria del brano "Un sabato italiano" venne rifatta ben tre volte. Sembrava che nessun batterista fosse in grado di azzeccare l'andazzo giusto. Alla fine la palma d'oro andò a Derek Wilson, batterista inglese che, nonostante anni di rock e il pop, si ricordava come suonare lo swing.
Incredibilmente a nessuno, neanche a me, venne in mente di chiamare un batterista jazz.
Il brano "bimba se sapessi" diceva inizialmente "citrosodina granulare". Mentre l'album era in distribuzione venimmo contattati dalla casa farmaceutica che produce la citrosodina, e un funzionario zelante ci informò che nominare un medicinale in qualunque forma di comunicazione è sempre e comunque considerato pubblicità, e la legge sulla pubblicità dei medicinali impone di dire anche "leggere attentamente le avvertenze" e "usare con cautela". Ovviamente non potevo inserire queste frasi nel brano. Per non rischiare una multa miliardaria da parte del ministero della sanità, fui costretto a rientrare in studio e a cambiare la frase con la prima cosa che mi venne in mente: "idrofobina vegetale"! Agghh! Ci sono in giro solo 5000 copie con la versione originale in vinile, e vengono vendute a carissimo prezzo sul mercato nero.
La maglietta che indosso sulla copertina dell'album riproduce una pagina storica di un giornale americano che annunciava il trasferimento di Frank Sinatra a Hollywood per andare a girare dei film. Il titolo era appunto "Frankie goes to Hollywood". Neanche un mese dopo che il mio disco era in giro venne fuori il primo album del gruppo inglese "Frankie goes to Hollywood", e tutti pensarono che la mia maglietta fosse un gadget del gruppo stesso, di conseguenza mi feci la fama di fan accanito della loro musica (e per qualche tempo lo fui veramente).
Sempre nella copertina di "Un sabato italiano", nello sfondo si intravede una moto parcheggiata davanti a un bar, di cui si può leggere la targa su copie particolarmente chiare. Qualche anno fa, dopo uno spettacolo, è venuto dietro le quinte il proprietario di quella moto per ringraziarmi. Grazie alla mia copertina, pare che quella moto avesse acquisito un valore storico.
Durante gli scatti della foto dimenticai di togliermi il portachiavi dal passante dei jeans. La casa discografica ebbe da ridire.
Le foto dei cocktail sul retro della copertina sono rigorosamente fasulle, e nei bicchieri c'è solo acqua colorata. Nonostante questo, e me ne dolgo, fui involontariamente responsabile delle sbronze di tutti coloro (tanti) che decisero di provarli tutti. Io, semplicemente, mi feci la fama di alcoolizzato.
Il titolo del brano "Mercy bocu" è, ovviamente, uno strafalcione. Ma ai tempi io e i miei produttori pensammo che scrivere "beaucoup", come sarebbe stato corretto fare, ci avrebbe complicato la vita in radio, tagliando fuori tutti i dj che non sapevano il francese. Anni fa mi resi conto che avevamo ragione: il mio album "Egomusicocefalo", dal titolo quasi impronunciabile, ebbe in radio qualche difficoltà.
Il titolo "Un sabato italiano" ebbe invece successo, tanto che generò una tendenza. Ancora oggi mi ferma la gente per la strada e mi fa i complimenti per "Un sabato bestiale" o per "Una domenica italiana". Il più perverso fu quello che mi fece i complimenti per "una domenica bestiale".
Ben quattro mie ex fidanzate si identificarono nel brano "Spicchio di luna", e a tutte e quattro dissi, mentendo, che effettivamente era dedicato a loro.
Il brano "Mettimi giu" mi fece guadagnare grandi simpatie fra i consumatori di cocaina. La frase incriminata era "...mettimi giu due righe". Inutile ogni sforzo di spiegare che non mi riferivo a droghe di nessun tipo.
Il brano "...E le bionde sono tinte" mi procurò invece grandi simpatie fra le parrucchiere, e ancora adesso mi chiedono in molti se poi, alla fine, preferisco le bionde o le more.
Non mollava la sua mitica tromba neanche quando andava in bagno. Non beveva, non fumava, era molto religioso. Non esattamente lo stereotipo del jazzista cui siamo abituati. A settant'anni suonati aveva i progetti e l'entusiasmo che potrebbe avere un ventenne. Progettava di aprire una scuola di musica. Voleva mettere il copyright sulle sue famose guance gonfie, farne dei poster e venderli per tirare su un po' di extra. Rimpiangeva di non avere mai avuto un suo brano nei primi posti delle classifiche e, ridendo, si augurava che riuscissi a farlo io, in modo che la sua tromba conoscesse, sia pure per opera di un'altro, il brivido della hit parade. Non accadde. Nonostante le dicerie, lui e Miles Davis erano in ottimi rapporti, anche se secondo lui il miglior trombettista vivente era Marsalis.Come tutti gli afroamericani della sua generazione, aveva dovuto subire dai bianchi ogni sorta di umiliazioni. C'è stato un tempo in cui gli era proibito entrare da cliente negli stessi locali in cui, sul palco, era la star. Negli anni '60, in un ancora oggi famoso hotel di Las Vegas, dove la sera il suo spettacolo era sempre sold out, gli venne proibito, di giorno, di bagnarsi in piscina, e neanche una telefonata durissima del suo amico senatore Bob Kennedy al manager dell'hotel ebbe il potere di cambiare la situazione. Nonostante questo Dizzy era la persona più tollerante di questo mondo. Io, che non ho mai imparato a scrivere la musica sulla carta, gli avevo fatto preparare le partiture dei brani. Lui le prese in mano (vedi foto in Album foto) e poi mi disse che non aveva mai imparato a leggere la musica scritta. E' possibile che mi abbia preso in giro, ma in ogni caso stracciammo le partiture e lui si mise a suonare ad orecchio. Non mi è possibile dimenticare l'immagine di Dizzy in mutande nella sua camera d'albergo a Barcellona, alle 5 di mattina, che con l'agilità di un gatto saltò sul letto per recuperare la sua valigia in cima all'armadio. Sembrava un neonato di 150 chili. Decise di partire da solo in treno, a quell'ora assurda, perchè ormai non aveva più sonno. Lo accompagnai in taxi, ero distrutto dalla fatica mentre invece lui, settantenne, era fresco come una rosa.

ancora betty,
spero che questa foto esca, 2° album del 1974, strafunk, io amo questa donna!