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sabato, 29 ottobre 2005

Penso a come erano i telefilm negli anni '70, tentativi sgangherati di format al limite tra l'idiota è il geniale.

Signore e Signori...direttamente dagli anni '70, '71, '72...venuto per salvare il pianeta dai malvagi...

LANCELOT LINK

 

puoi rivedere qui la sigla di apertura

http://www.70slivekidvid.com/lancelot/lancelinkintro.rm

postato da: zanca alle ore 21:52 | Link | commenti (1)
categoria:varie
giovedì, 27 ottobre 2005

 

è stata proprio una bella serata ieri, il caffè letterario poi è sempre molto accogliente, musica a volumi umani, bella gente (tremendi i due signori circa cinquantenni venuti apposta per sentire un po' di hammond...maaa questo chi è?...eee questo ce l'hai?...behh..bella questa) e soprattuto la goduria di selezionare musica da seduti non ha prezzo!

postato da: zanca alle ore 21:02 | Link | commenti (4)
categoria:varie
domenica, 23 ottobre 2005

 

MERCOLEDI 26 OTTOBRE

Caffè Letterario, Via Paladini 46 - Lecce

High Fidelity

presenta

ZANCA

VIAGGIO INTORNO ALL’HAMMOND

 

 

L’organo Hammond ha una storia che nasce da un fallimento: quello di non riuscire ad assomigliare all’organo a canne utilizzato durante le cerimonie religiose. Quel suono con quel “pessimo attacco”, però, iniziava a piacere a molti musicisti, compreso George Gershwin; comincia così l’ascesa dell’organo più famoso della storia: l’Hammond B3. Il rappresentante più illustre, celebrato e carismatico di questo strumento è stato sicuramente Jimmy Smith al quale, dopo la scomparsa nel febbraio di quest’anno, è dedicata la serata qui al Caffè Letterario. Una carriera, la sua, lunga cinque decadi, piena di tasti picchiati e poi accarezzati, senza mai una nota stonata e senza mai un album non riuscito.

 

 

 

 

 

  • BIG BOSS MAN – Sea Groove

     

  • JAMES TAYOLR QUARTET – Theme from Starsky and Hutch

     

  • SAM PAGLIA –  After Pizza

     

  • QUINCY JONES – Sanford & Son

     

  • JOHN SCOFIELD WITH MEDESKI MARTIN & WOOD – Chank

     

  • NIK ROSSI SET – Foolkiller

     

  • RICHARD “GROOVE” HOLMES – Linsten Here

     

  • GENE AMMONS – Lady Mama

     

  • GRANT GREEN – Sookie Sookie

     

  • LOU DONALDSON – The Humpback

     

  •  LEON SPENCER – Hip Shaker

     

  • JIMMY SMITH – You Get Cha

     

  • JIMMY SMITH – The Sermon

     

  • JIMMY SMITH – Got My Mojo Workin’

     

  • JIMMY MCGRIFF – New Volume

     

  • JOHN PATTON – Barefootin

     

  • JAMES BROWN – Funky Drummer

     

  • J B’S – Sucker

     

  • THE METERS – Look-ka py py

     

  • JIMMY MCGRIFF – Bug Out

 

 

Dall’acid jazz alla nuova schiera di ritmi dance, dal funk all’hard bop più percussivo, dalle ballad jazz alle big band l’organo hammond ha prestato la sua inconfondibile voce ad innumerevoli artisti; Zanca li ripercorrerà in un percorso cronologico a ritroso, partendo dai contemporanei leoni Sam Paglia, John Medesky e primi su tutti il James Taylor Quartet, passando dai grandi degli anni ’60 e ’70 con il già citato “B3 King”, Jimmy Smith in compagnia di Jimmy Mc Griff e Leon Spencer, fino ad arrivare alla prima metà del novecento musicati da Fats Waller e Ethel Smith.

 

 

postato da: zanca alle ore 17:51 | Link | commenti (10)
categoria:shows
venerdì, 21 ottobre 2005

 

 

FEIST - Let it Die - Arts & Crafts

 

canzone che non esce dalla testa e dolce come poche: Mushaboom, ah marilù marilù..ogni tanto mi dai dei titoli davvero davvero belli,

grazie tante

postato da: zanca alle ore 23:03 | Link | commenti (6)
categoria:retrospettive musicali
venerdì, 14 ottobre 2005
 
GEORGE CLINTON – How Late Do U Have 2 B B 4 U R Absent? – The C Kunspyruhzy
 
 
Lo stregone è tornato! Dopo quasi dieci anni di assenza da un studio di registrazione e con un titolo che più strampalato non si può, Geroge Clinton ritorna più funkadelico che mai. Una carriera lunga 50 anni che lo ha visto sempre all’avanguardia sia come musicista, sia come compositore che come produttore (fu lui a lanciare i Red Hot Chili Peppers).
Il collettivo che ha riunito per questa avventura è spaventoso, ha ritrovato i vecchi componenti (scoprendone di nuovi) dei Parliament/Funkadelic e tutta la P-Funk All Stars, un carrozzone bizzarro e fiabesco che riunisce più di 50 (!) artisti, che solo a citarli ci si imbarazza un po’… Prince e Billy Preston (ricordate il tastierista in Get Back dei Beatles?), Bobby Womack e il magico gnomo delle tastiere Bernie Worrell.
Il disco è un doppio che racchiude i tanti volti della musica di Clinton, si va da ballate bellissime e romantiche come “U Can Depend On Me” o “Saddest Day”, alle quali molto devono notevoli artisti come Lauren Hill o Erikah Badu, a torridi ritmi funk accompagnati da bassi spaccawoofer e fiati scatenati in “Something Stank”, dalle atmosfere minimali e geometriche costruite con righello e metronomo dall’ex “artista un tempo noto come Prince”, agli arrangiamenti orientali della “Gypsy Woman” firmata da Curtis Mayfield.
Un disco da ascoltare tutto di un fiato e che alla fine di fiato ne lascerà ben poco! Lunga vita alla Mothership Connection e lunga vita allo stregone!
postato da: zanca alle ore 13:36 | Link | commenti (10)
categoria:recensioni
mercoledì, 12 ottobre 2005

 

 

...messaggi dai 70...

postato da: zanca alle ore 21:10 | Link | commenti (5)
categoria:varie
mercoledì, 05 ottobre 2005
 
 
 
Fela Anikulapo Kuti "Io rifiuto la dittatura e, se sarò eletto, governerò tramite referendum, e prenderò una sposa da ciascuna delle nostre cinque tribù, come i nostri avi, per risolvere una volta per tutti i conflitti etnici." Un discorso elettorale alla sua Nigeria, oggi come allora, martoriata da guerre fratricide, da dittature corrotte e sanguinarie. I fatti di cui narriamo avvenivano in Nigeria negli anni '80, Fela Anikulapo Kuti, in seguito al suo discorso, invece che la poltrona di presidente, fu sbattuto in prigione e non era la prima volta. Erano gli anni in cui Fela Kuti poneva le basi della World Music da lui definita "Afrobeat". Nel 1938 la Nigeria è una colonia inglese. Il padre di Fela è un pastore protestante, la madre un'attiva femminista. Lui, da prilivegiato, mentre il suo paese conquista l'indipendenza, studia al Trinity College di Londra. Al suo ritorno la Nigeria è in preda alla corruzione della dittatura, alla guerra civile, ad un fiume di morte, circa un milione di vittime. Per il musicista comincia il grande viaggio che lo porterà in America nel 1969, dove, da clandestino, aderisce alle Pantere Nere e viene espulso. Ritorna a Lagos, la città in cui tutto può accadere e davvero accade, caotica, nebbiosa e sovrappopolata, con un alto tasso di criminalità, una burocrazia potente e corrotta ed un alto tasso di povertà. "The Shrine", il locale dove Fela Kuti mixa highlife e funky-jazz, si trova nel distretto operaio di Ikeja è negli anni '70 sarà meta dei grandi musicisti dell'epoca da tutto il mondo: alcuni graditi come James Brown, altri respinti come Paul McCartney & Wings che forse avevano ancora nella pelle l'acre odore degli ex colonizzatori. La prima profezia risale a metà degli '70, quando Fela afferma :" La musica è un'arma culturale e politica, l'arma del futuro". Si disegna così la personalità del musicista ribelle afroamericano, più simile a Bob Marley che a Martin Luther King o al militante Malcolm X, un nemico del potere comunque, un nemico della dittatura militare nigeriana. La ferita diventa profonda e sputa sangue nel 1977 quando Fela organizza un festival contro una manifestazione indetta dal regime che cerca di ottenere consensi. Al controfestival di Fela partecipano artisti internazionali come Gilberto Gil e Steve Wonder e l'iniziativa provoca la reazione del governo nigeriano. Fela è colpito personalmente e negli affetti più importanti, sua madre morirà l'anno dopo a seguito delle ferite riportate negli scontri con le truppe governative. Fela come atto di disobbedienza sposa 27 vergini con l'antico rito afrikano e risposa la madre di Femi che ne assume l'eredità. Qualche anno dopo nel 1981 è candidato alla presidenza ma viene arrestato in Francia per possesso di cannabis. Rilasciato, sarà nuovamente arrestato per esportazione di valuta, accusa rivelatasi falsa. Gli ultimi anni della vita di Fela sono tormentati, anche se cercherà sempre di battersi per evitare il boicottaggio dell'Afrika da parte dell'occidente. L'agonia finirà nel 1997. Oltre un milione di persone ai suoi funerali. Al Shrine di Lagos suonano i figli e nel resto del mondo i musicisti lo considerano un simbolo e un punto di riferimento. La world o l'afrobeat conquistano le nuove generazioni e soltanto gli Stati Uniti d'America arriveranno con il solito proverbiale ritardo al riconoscimento mondiale di uno dei più grandi artisti del pianeta.
copiato e incollato, con un po' di vergogna ma era bello così, da: www.cruisin.it/archivio/ musica/f/Fela%20Anikulapo%20Kuti.htm
postato da: zanca alle ore 16:06 | Link | commenti (7)
categoria:retrospettive musicali