
Fela Anikulapo Kuti "Io rifiuto la dittatura e, se sarò eletto, governerò tramite referendum, e prenderò una sposa da ciascuna delle nostre cinque tribù, come i nostri avi, per risolvere una volta per tutti i conflitti etnici." Un discorso elettorale alla sua Nigeria, oggi come allora, martoriata da guerre fratricide, da dittature corrotte e sanguinarie. I fatti di cui narriamo avvenivano in Nigeria negli anni '80, Fela Anikulapo Kuti, in seguito al suo discorso, invece che la poltrona di presidente, fu sbattuto in prigione e non era la prima volta. Erano gli anni in cui Fela Kuti poneva le basi della World Music da lui definita "Afrobeat". Nel 1938 la Nigeria è una colonia inglese. Il padre di Fela è un pastore protestante, la madre un'attiva femminista. Lui, da prilivegiato, mentre il suo paese conquista l'indipendenza, studia al Trinity College di Londra. Al suo ritorno la Nigeria è in preda alla corruzione della dittatura, alla guerra civile, ad un fiume di morte, circa un milione di vittime. Per il musicista comincia il grande viaggio che lo porterà in America nel 1969, dove, da clandestino, aderisce alle Pantere Nere e viene espulso. Ritorna a Lagos, la città in cui tutto può accadere e davvero accade, caotica, nebbiosa e sovrappopolata, con un alto tasso di criminalità, una burocrazia potente e corrotta ed un alto tasso di povertà. "The Shrine", il locale dove Fela Kuti mixa highlife e funky-jazz, si trova nel distretto operaio di Ikeja è negli anni '70 sarà meta dei grandi musicisti dell'epoca da tutto il mondo: alcuni graditi come James Brown, altri respinti come Paul McCartney & Wings che forse avevano ancora nella pelle l'acre odore degli ex colonizzatori. La prima profezia risale a metà degli '70, quando Fela afferma :" La musica è un'arma culturale e politica, l'arma del futuro". Si disegna così la personalità del musicista ribelle afroamericano, più simile a Bob Marley che a Martin Luther King o al militante Malcolm X, un nemico del potere comunque, un nemico della dittatura militare nigeriana. La ferita diventa profonda e sputa sangue nel 1977 quando Fela organizza un festival contro una manifestazione indetta dal regime che cerca di ottenere consensi. Al controfestival di Fela partecipano artisti internazionali come Gilberto Gil e Steve Wonder e l'iniziativa provoca la reazione del governo nigeriano. Fela è colpito personalmente e negli affetti più importanti, sua madre morirà l'anno dopo a seguito delle ferite riportate negli scontri con le truppe governative. Fela come atto di disobbedienza sposa 27 vergini con l'antico rito afrikano e risposa la madre di Femi che ne assume l'eredità. Qualche anno dopo nel 1981 è candidato alla presidenza ma viene arrestato in Francia per possesso di cannabis. Rilasciato, sarà nuovamente arrestato per esportazione di valuta, accusa rivelatasi falsa. Gli ultimi anni della vita di Fela sono tormentati, anche se cercherà sempre di battersi per evitare il boicottaggio dell'Afrika da parte dell'occidente. L'agonia finirà nel 1997. Oltre un milione di persone ai suoi funerali. Al Shrine di Lagos suonano i figli e nel resto del mondo i musicisti lo considerano un simbolo e un punto di riferimento. La world o l'afrobeat conquistano le nuove generazioni e soltanto gli Stati Uniti d'America arriveranno con il solito proverbiale ritardo al riconoscimento mondiale di uno dei più grandi artisti del pianeta.
copiato e incollato, con un po' di vergogna ma era bello così, da: www.cruisin.it/archivio/ musica/f/Fela%20Anikulapo%20Kuti.htm