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domenica, 27 novembre 2005

 

INCOGNITO – Eleven – Dome
 
 
Album numero undici per gli Incognito e a questo punto ci chiediamo se usciranno mai con un disco, se non brutto, quantomeno mediocre; la risposta sembra proprio scontata! Ad un solo anno dal bellissimo “Adventures in black sunshine” pochi si aspettavano un bis così a breve termine (l’album è stato pubblicizzato davvero poco ed è nato come lancio del tour).
Le atmosfere di questo disco si adeguano ai tempi con un utilizzo garbato di drum machine e synth che, però, continuano sempre a tenere presente la strada maestra dell’acid jazz e del funk più soffice. In canzoni come “Come away with me” o “We got the music” gli Incognito sembrano fare l’occhiolino e tirare una gomitata di approvazione e complicità ai Jamiroquai più houseggianti; uno di questi pezzi in discoteca? move your ass! Ascoltare “Baby it’s all right” o “Will i ever learn” è come immergersi nella colonna sonora del più bel film mai visto e la voce di Maysa Leak (ritornata a pieno titolo nella band) continua a sorprendere per potenza e dolcezza; come sempre intensa, precisa ed espressiva la sezione fiati; definitivamente superato, quindi, il periodo in cui si potevano incontrare all’interno dell’album alcuni odiati “riempi disco”.
Il gruppo (in principio nato come Light Of The World) continua ad essere guidato dal vulcanico Jean Paul “Bluey” Maunick sin dal 1981 (anno dell’uscita del primo album “JazzFunk”) e nonostante il pericoloso passare degli anni, continua a sfornare prelibatezze musicali senza pari.
postato da: zanca alle ore 18:46 | Link | commenti (12)
categoria:recensioni
venerdì, 25 novembre 2005
Metto a disposizione di chi vuol cantare, il testo della canzone "Italy" dei nuovi Dirotta su Cuba; quando l'ho sentita pensavo che la radio stesse traducendo in qualche strana lingua tipo l'idiotano, invece era tutto vero...
 
 
 
 
c’è posta per me, (...) from italy, melanzane pomodoro un film di totò
ora c’ho un businèss con un amico mio, ma adesso non mi sento tanto bene credo che rimanderò..si
 
SON MALATO IMMAGINARIO, SI FA QUEL CHE SI PUÓ, MI DUOLE IL CORAZÓN
SON MALATO IMMAGINARIO, MANGIO PIZZA FUORI ORARIO, SON NATO IN ITALY
 
sul braccio c’ho un tatù con la faccia di mammà, per non dimenticare dove sta casa mia
comincio lunedì, mi danno anche una ford, sembro quasi uno che rispettano…
…qui è come un grande film, è magico e con i soldi compri il mondo
 
SON MALATO IMMAGINARIO, SI FA QUEL CHE SI PUÓ, MI DUOLE IL CORAZÓN
SON MALATO IMMAGINARIO, MANGIO PIZZA FUORI ORARIO, SON NATO IN ITALY
 
un giorno tornerò, starò sempre con te, ti porterò in crociera come fanno le star,
comincio lunedì, o meglio martedì, adesso vado ciao salutamitalyyyyyyy
 
……instrumental……
 
SON MALATO IMMAGINARIO, SI FA QUEL CHE SI PUÓ, MI DUOLE IL CORAZÓN
SON MALATO IMMAGINARIO, DI NOME FACCIO MARIO (!!!!!!!) , SON NATO IN ITALY
 
ITALYYYYY   IIITAAAALYYYYYY
postato da: zanca alle ore 15:32 | Link | commenti (3)
categoria:retrospettive musicali
giovedì, 24 novembre 2005

 

ROYAL BIG BAND Vol. 2 – AAVV – Velut Luna
 
Questo disco ripropone una raccolta di standard jazz e swing (Groovin’ high, I remember Clifford, Solitude) interpretati da alcuni fra i migliori musicisti jazz italiani; come dimenticare il simpaticissimo e altrettanto bravo contrabbassista Luciano Milanese (che ha spopolato in un concerto al Teatro Paisiello di Lecce), Carlo Atti (non più astro nascente ma musicista ormai ben consolidato ai vertici del jazz italiano) e tanti altri talentuosi tutti diretti egregiamente da Benny Lamonica. È il primo cd della prestigiosa serie VLHD (Velut Luna High Definition) che si contraddistingue per l’estrema attenzione e cura per la pulizia e limpidezza della registrazione.
postato da: zanca alle ore 12:55 | Link | commenti
categoria:recensioni
mercoledì, 23 novembre 2005

Riascoltavo questo disco e condivido quasi in pieno quello che pensavo quando l'ho scritto

 

 

MARIA RITA – Cara Valente - Wea
 
Album d’esordio per Maria Rita (Mariano); questo lavoro si muove abilmente tra ritmi latini e arrangiamenti pop occidentali decisamente della migliore fattura, passa da spruzzi di soul della Nao Vale a Pena alla stupenda e leggerissima Cara Valente.
Personalmente credo che questo disco (in realtà un po’ tutti, ma questo in modo particolare) mostri il suo vero volto se ascoltato in cuffia, perché si possono sentire tanti piccoli particolari che lo rendono una bomboniera musicale, come il suono della cassa del batterista Marco Da Costa o la bellissima pronuncia portoghese con una leggera erre moscia di Maria Rita. Dopo aver messo il cd nel pc scopro che c’è anche la traccia video del singolo Cara Valente…anche qui ci sono cuffie, tutti i protagonisti del video le indossano e cantano divertiti la canzone: solare e fresco.
Maria Rita è figlia d’arte, infatti è nata dall’unione del pianista compositore Cesar Mariano e dalla fu super diva latin Elis Regina, che pur avendola lasciata sola all’età di quattro anni evidentemente le ha trasmesso geneticamente il timing e le decorazioni vocali espressi nel disco.
Nella scorsa edizione dei Latin Grammy Awards la cantante brasiliana si è aggiudicata tre premi: miglior artista rivelazione, miglior album brasiliano e miglior canzone brasiliana (Cara Valente). Da ricordare inoltre la presenza in qualità di compositore di tre pezzi, tra cui quello di apertura, di Milton Nascimento.
Decisamente un bell’album quello di Maria Rita, frizzante e gradevolissimo all’ascolto, dal quale però, forse, ci si aspettava qualche incursione più ballerina così da far schioccare le nostre dita sorridendo
postato da: zanca alle ore 15:11 | Link | commenti (1)
categoria:recensioni, retrospettive musicali
lunedì, 21 novembre 2005
IO: ehilà
  
 
TU: ciao
 
 
IO: lo sai come mi sentivo stamattina? Quando ho sentito la sveglia ho pensato…uff…non è giusto. Poi uscendo da casa ero tutto di buon umore, anzi ero innamorato di qualcosa, ero tutto un “ciao signor fiore”, “ciao signor netturbino”, “ciao signor gatto”, “ciao signor clacson di camion”…
 
 
TU: mm
 
 
IO: devo sbrigarmi a raccontartelo perché sta svanendo la sensazione che ho dentro; stanotte ho sognato di fare l’amore con una persona che mi piace da anni e con cui siamo tuttora buoni amici, lei vive non ricordo dove, ma ogni volta che la rivedo mi prende qualcosa dentro; stanotte, con lei, è stata una delle session più belle e dolci, spudorate, passionali, romantiche e umide.
 
 
TU:mm
 
 
IO: ero innamorato di qualcosa capisci? credo che lei sia stata un tramite, una materializzazione di un bisogno, cioè se avessi una fidanzata che amo, stamattina avrei detto: “tesoro stamattina rimaniamo al caldo sotto le coperte, chiamiamo al lavoro e diciamo che siamo malati e coccoliamoci tutta la mattina”…due miliardi di baci e aria viziata nella stanza-nido…
 
 
TU: mm
 
 
IO: cazzo non si può parlare con te! Io sto cercando di comunicarti uno stato stranissimo in cui mi trovo e tu alzi le spalle e dici mm. Cazzo certe volte mi sento proprio inutile, come …come…non lo so come! Se la giornata nasce con “buongiorno signor fiore”, “buongiorno signor netturbino” etc. e a metà va già così che mi ritrovo a sfogarmi sul blog, significa che qualcosa non va. Mmm
 
 
TU:eeh… cosa vuoi che ti dica, non ti capisco
 
 
IO: lascia stare…mi è passato…vado al lavoro, magari ci vediamo stasera...
 
 
TU: certo! A dopo allora chiamami!
 
postato da: zanca alle ore 15:36 | Link | commenti (5)
categoria:piccoli pensieri
lunedì, 14 novembre 2005

              

 
 
Me li immagino…tutti intorno ad un tavolino a discutere sul piani del traffico, tutti impegnati a cercare di smaltire e a facilitare una circolazione di una città ormai in piena espansione come Lecce; gli illuminati atti ad trovare una soluzione ad un casino che essi stessi hanno contribuito a creare.
Il nodo cruciale a cui mi riferisco è l’incrocio meglio conosciuto come “quello del bar rosso e nero”, quello dei “bobò”; per capirci, quello attraverso cui passa l’arteria principale (viale gallipoli) che porta alla stazione. Ora… riconosco che è davvero un casino riuscire a trovarci un senso a quell’incrocio, ci ho provato disegnando diversi schemini e disegni, ma proprio non quadra! È come un problema di matematica che non puoi risolvere perché ti manca un dato necessario. I poveri vigili io li capisco pure, sono in due e ci provano a tenere a bada il flusso imponente di auto delle 13:30, sono tutti di fretta, hanno tutti fame e, quindi, sono tutti incazzati. Ora…verificato questo come dato di fatto (se qualcuno ha una soluzione concreta per quell’incrocio si faccia avanti, è bene accetto), la domanda che mi pongo è questa: ha senso dirottare tutto il traffico che viene da san pio (ormai fulcro della periferia leccese) verso quella direzione??? Se io vengo da…Del Coco, via pozzuolo etc… una volta arrivato su viale dell’università devo girare necessariamente a destra e vado così ad ingrossare sia l’incrocio maledetto, sia le mie vene sul collo e sulla fronte che trasudano bestemmie soffocate. Se io vengo sempre da lì provo (perché io sono furbo) a girare a sinistra passando da viale taranto e arrivando all’obelisco…NNNOOOO!! Ti ho detto che ora è senso vietato…ah scusa…allora provo a passare dal cimitero che ormai tante volte ci passo che non mi faccio neanche più il segno della croce; giusto…faccio il giro e, come al monopoli, per penitenza faccio un giro a vuoto e arrivo fino alla rotatoria dell’ingresso di lecce (quella dove c’è il check in dell’aeroporto); ma come? Devo uscire dalla città?? Sisi; ma se devo andare a porta Napoli per vedermi con i miei amici e bere una birra? cazzi tuoi, tanto a quell’ora c’è poco traffico e scegli tu quale giro stupido devi fare…a destra o a sinistra?
Da quasi un anno giro quasi sempre in bicicletta e lo sai come stanno le cose?
- è più veloce
- puoi fare i sensi vietati (mica come a bologna che i vigili mi hanno provato fermare)
- è più figa
- è po’ troppo politically correct ma va bene
- manca solo il riscaldamento
per il resto mi organizzerò come Jerri Calà in “Bomber”

 

                          

postato da: zanca alle ore 23:24 | Link | commenti (7)
categoria:varie
sabato, 12 novembre 2005

VA Bè CI PROVO L'ULTIMA...OH SENNò AMEN

COMUNQUE

STASERA 12 novembre

ISTANBUL CAFè - SQUINZANO

WHERE IS CALOMINA?

VAQUEZ e ZANCA IN CONSOLLE

Lounge, Easy, Boogaloo, Hammond Groove

 

postato da: zanca alle ore 16:05 | Link | commenti (1)
categoria:shows
giovedì, 10 novembre 2005

postato da: zanca alle ore 13:58 | Link | commenti (6)
categoria:shows
martedì, 08 novembre 2005

Ebbene si, fra circa...tre ore sarò proprietario di questo cd.

Che non riuscivo a trovare, e che mi stava facendo impazzire da mesi; i maggiori venditori sono nelle Filippine che accettano solo pagamenti in conchiglie tibetane; alla fine l'ho trovato negli Usa ad un prezzo quasi ridicolo (10, 72 euro compresa spedizione).

Misterioso disco della mia regina funky preferita, album davvero sconosciuto, almeno per me. L'unica cosa che mi è familiare è la foto, fatta di sicuro nella stessa seduta durante la quale è stata fatta la foto inserita nella raccolta Vampisoul "This is it"

F.U.N.K.

postato da: zanca alle ore 23:30 | Link | commenti (4)
categoria:retrospettive musicali
mercoledì, 02 novembre 2005

 

CIAO FRED! – The Metronomes – Velut Luna

É un disco fresco e allegro quello dei Metronomes. “Ciao Fred”, questo è il titolo, è un tributo al mitico Fred Buscaglione, gangster dal whiskey facile e dall’anima che continua a pulsare puro ritmo swing. Il disco, a dire il vero, ripercorre un repertorio non originalissimo (sono inseriti, tra gli altri, standard della canzone italiana come “Carina” o “Buonasera Signorina” ripresi di recente da artisti come Arigliano), ma lo fa con una spensieratezza che sembra non potersi incastrare con la perfezione delle esecuzioni, impeccabili e ben registrate; la mancanza di un basso/contrabasso consente di poter ascoltare stupiti le linee armoniche create della mano sinistra del pianista Carlo Piccoli che sostituisce tale strumento eliminato per scelta. Il drumming percussivo e instancabile del batterista Stefano Fedato tramortisce e non lascia scampo alle incertezze. Infine Francesco Michelin, frontman e cantante carismatico, riempie tutto con la sua voce lucida, precisa, teatrale, e ci accompagna in questo mondo di vestiti gessati e sigarette fumate a metà.
Lodevole la scelta di inserire quattro omaggi alla musica napoletana del compianto maestro e amico Renato Carosone; cosa? Un gruppo di veneti da jazz club che canta in napoletano “Pigliate ‘na pastiglia”? Si! Questi sono i Metronomes…imprevedibili e scatenati, romantici ed elegantissimi.

postato da: zanca alle ore 20:55 | Link | commenti (6)
categoria:recensioni