UN PENTITO A NUIOCC

UN PENTITO A NUIOCC


E così anche quest'anno è iniziato il jazle.
Il primo concerto è stato del pianista americano Joey Calderazzo in formazione solitaria. A parte il solito ritardo dei leccesi, Calderazzo ha cercato subito di rompere il ghiaccio con il pubblico facendo qualche battuta spiritosa (secondo lui...), dicendo che sua nonna era di Napoli e suo nonno di Reggio Calabria.
Era vestito davvero male, solito completo Armani grigio con maglia nera aderente, il tutto facilitava il suo movimento di bacino facile. un simpatico tamarrone!
Musicalmente parlando si è notata subito la sua impostazione classica contraddistinta dalla sicurezza e dalla precisione dei suoi "passi pianistici"; perfetto utilizzo della mano sinistra che suonava più volentieri singole note in stile basso, che non gli interi accordi. Il suo pianismo è percussivo, martelletti al posto delle dita, pollice destro-medio destro/pollice-medio/pollice-medio/pollice-medio/polli-medi/polli-medi/poll-med/pol-me/polme/; forte l'influenza di Petrucciani. Come repertorio diciamo che non è stato proprio il massimo visto che dopo avero suonato 3 canzoni ha chiesto se c'erano richieste..."cosa volete che vi suoni?" cosa volete che vi suoni???
Si sentiva anche molto presente l'influenza del miglior cantautorato pop melodico con accompagnamenti ad accordi aperti ed in 4/4 (non voglio sempre ricondurre a qualcos'altro ma anche questo mi ricordava molto, attenzione...solo ricordava!, le parti pop/melodiche del Koln Concert di Jarrett).
Ha forse strafatto con qualche "impennata" di troppo sui soli dei pezzi veloci, al terzo pezzo (veloce) mi sembrava un po' di essere ad una gara di culturisti che fanno a braccio di ferro; canzoni in cui di senso non ne sentivo molto, una mano scende, l'altra sale e 2 milioni di note suonate in un minuto.
Il pezzo più bello credo che sia stato una sua composizione originale dal titolo "Chopin".
Prossimo concerto il quertetto di Jerry Bergonzi
stasera joey calderazzo al paisiello,
jazle ricomincia alla grande

E COMUNQUE I MIGLIORI RIMANGONO SEMPRE LENNY LEONARD E CARL CARLSON

Hiromi Uehara, pianista giapponese, la vidi un anno e mezzo fa a perugia all'umbria jazz; con il suo trio apriva il concerto di un quartetto stellare ma alla fine un po' troppo freddino ( Hancock, Shorter, Blade, Holland)
il concerto iniziò così; hiromi che sforzatissima cerca di presentarsi in italiano (a quanto pare lo fa in ogni paese in cui suona) inizia a suonare questa specie di synth poggiato sopra il piano con un suono molto bruce lee...la canzone infatti si chiamava kung-fu world champion, dedicata appunto a bruce lee e a jakie chan.
senti che botta

mangiato troppo in queste vacanze eh?
