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martedì, 31 ottobre 2006

 SABATO 4 NOVEMBRE

 

postato da: zanca alle ore 15:48 | Link | commenti (5)
categoria:shows
giovedì, 26 ottobre 2006

 

ironia sottile quella dei Belle & Sebastian

muscisti garbati e fantasiosi

colori riposanti e arrangiamenti geniali

uno dei pochi, veramente forse l'unico, gruppo "indie" che seguo da tanto e che non mi stanca;

come i buoni vini migliora col tempo 

  

  

STEP INTO MY OFFICE BABY

( da "Dear Catastrophe Waitress")

 

 
  
 
JONATHAN DAVID
(da " Push Barman To Open Old Wounds")
  
 

  

 

 WHITE COLLAR BOY

( da "The Life Pursuit")

 

postato da: zanca alle ore 12:02 | Link | commenti (2)
categoria:retrospettive musicali, piccole schegge
martedì, 17 ottobre 2006

rivedere "per un pugno di dollari" e comprare un bel cofanetto-libro-cd con alcune delle più belle bossa nove di Morricone

 

 

 mi ha fatto venir voglia di mettere mani ai 45 nella mia cameretta e portarne un po' qui

 

 

 

"Per un pugno di dollari" - Ennio Morricone

 

 

 

 

"Djamballa" - Augusto Martelli

 

 

 

"Anni Ruggenti" - Bruno Nicolai

 

postato da: zanca alle ore 18:54 | Link | commenti (3)
categoria:foto, retrospettive musicali
giovedì, 12 ottobre 2006
...aspettando Eddie Gomez in trio e il "Jazle" 2006/07...
 
 
 
 
 
AAVV – Sister Bossa Vol. 7 – Irma Records
 
Nova bossa nova
 
Nel settimo volume di “Sister Bossa” quello che subito si nota ascoltando il cd e leggendo i credits è la differenza fra la scuola italo-brasiliana e quella giapponese; la prima più acustica, ricercata e intima, la seconda un po’ troppo spesso alla ricerca di un ritornello da far canticchiare e condita di suoni elettronici non proprio all’ultimo grido (vedi la traccia di apertura “Luz do so” di Kaleido with I-Dep).
I Nova 40 presentano “Sim ou nao”, un’elegante traccia con suoni dosati, percussioni non invadenti…un bel mix tra la storia della musica brasiliana e la scena attuale; la selezione ad opera del dj giapponese Taka Sakano prosegue con “I’ve got the world on a string”, uno stupendo brano arrangiato con raffinatezza, in cui la cantante giapponese Karen Aoki (supportata da eccellenti musicisti italiani) mostra il suo legame con le melodie jazz più marcatamente bop.
Il pure stile brasiliano, che potremmo definire old school, di Ithamara Koorax sottolineato dall’utilizzo della sola chitarra acustica, percussioni e birimbao (Côco Perenuê), si alterna alle delicate sonorità house/lounge di Cris Delanno che maneggia con cura lo standard “Outra Vez” di Jobim (il remix qui proposto è quello di S-Tone Inc).
Un altro bel colpo per la Irma Records che si conferma una delle etichette ai vertici della scena easy, nu-jazz e latin.
Il digipack è perfetto per l’utilizzo di compact disc neri simil-dischi in vinile da entrambe le facce.
postato da: zanca alle ore 16:49 | Link | commenti (1)
categoria:recensioni
venerdì, 06 ottobre 2006
Dal dentista, fu lì che zanca conobbe giulio, nella sala d’aspetto di un dentista di provincia. Sul tavolino spiccavano un’elegantissima rivista di architettura, alcune per maniaci di orologi, in cui si stilava una sorta di classifica degli orologi più cari con picchi di 300.000 euro, e una noiosissima vecchia copia di blow up. Nella sala c’erano zanca, giulio e un nervoso signore sulla sessantina, arrivato per ultimo, che batteva il piede destro con ritmo regolare e nervoso (successivamente si scoprì che aveva una paura tremenda del trapano e che avrebbe preferito di gran lunga la tenaglia con cui suo padre e lui stesso da giovane erano soliti risolvere i problemi odontoiatrici).
Giulio aveva lo sguardo sveglio e dolce, di quelli che di solito non hanno bisogno di condividere molto con altri occhi, perché se la cavano da soli e sanno mascherare bene le emozioni, ma in quella sala a zanca parve evidente che stavolta quegli occhi volevano comunicare qualcosa, molto probabilmente una sofferenza e volevano abbassare per un po’ il solito muro.
Senza essersi mai visti prima Giulio iniziò a parlare come se cinque minuti prima avesse lasciato sospeso un discorso: “che poi io di solito non mi lego mai molto ad una donna, riesco a controllarmi”…”sto periodo pure.. sono tranquillo però sta ragazza con cui sto uscendo mi ha appena chiamato dopo che le ho mandato un messaggio con convenevoli affettuosi, volevo vederla dai…sono quattro giorni che non ci vediamo e le ultime due volte sono state strane” – zanca lo guardava e ascoltava interessato – “la conosco da poco eh… però iniziava ad ingranare qualcosa, prima ha squillato il telefono e sono andato a rispondere, hai visto no?” zanca annuiva ”ecco era una telefonata legnosa bloccata da tutte e due le parti, insomma mi diceva che stasera avrebbe fatto un salto in città per un giro di saluti, e io le ho detto bugiardamente contento, ah parti? E dove vai? lei mi dice che torna a Praga..” – prossimo! Sentenziò il dentista, era il turno di zanca che lasciò il posto al signore nervoso che pareva battere il piede destro anche mentre camminava – “però tanto a Praga ce lo fai un salto no? tra il lavoro e le cose che hai lasciato dal tuo amico ci si trova no? e io, certo che ci si trova, mi fa sempre piacere tornare a Praga” – il rumore del trapano riempiva i silenzi per niente imbarazzanti, c’era molta complicità tra i due.
Giulio in fondo era triste e ancora più in fondo era a suo agio in quella situazione, ci si rotolava benbene nella tristezza, era come un vasca piena di caramello caldo, dolcissima, appiccicosa e pericolosissima. La porta della sala si aprì e il signore nervoso non era più nervoso, era fiero, dritto sulla schiena e strinse la mano molto forte al dentista che chiese chi fosse il prossimo, e anche questa volta zanca lasciò il turno (non aveva molto da fare in quel periodo). Giulio con la bocca spalancata guardava con aria impassibile il faro puntato in faccia e rimaneva neutro agli stimoli nervosi provocati dallo strumento; “sputi e sciacqui” diceva il dentista e giulio sputava rosso dalla bocca e beveva acqua dal bicchiere di plastica. “Apposto, può andare, qui è tutto in ordine ora”.
Giulio con un sorriso ebete ringraziò, pagò e salutò. Nella sala d’aspetto c’era solo zanca che con un impercettibile cenno della testa salutò a sua volta giulio. Nessun cenno di risposta, solo lo stesso sorriso ebete e il suo piede destro che batteva freneticamente camminando.
postato da: zanca alle ore 15:09 | Link | commenti (2)
categoria:piccoli pensieri