Giovedi 30 Novembre

Prosit - Centro Storico - Lecce
Zanca alle prese con...
4) Acid jazz e Nu jazz
Quando il jazz incontra il soul e il funky nasce l’acid jazz. Nasce tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90. i primi a sperimentare questa nuovo genere furono gli Incognito con l'album "JazzFunk" per l’appunto. Da loro in poi il jazz ha conosciuto nuove svariate mutazioni. Molti artisti si sono impadroniti di elementi tipici del jazz e li hanno utilizzati in varie salse. Dai Jamiroquai al trip hop, fino alle nuove tendenze nu jazz che sfiorano l’house, questa serata sarà l’occasione per esplorare le varie ed eventuali diramazioni del jazz.

MARIO BIONDI & THE HIGH FIVE QUINTET – Handful of Soul – Schema Records
Nu-Jazz
Ascoltare a freddo questo album, dopo che le radio hanno rallentato un po' la frenetica rotazione giorno e notte, consente di apprezzare il lavoro anche sotto un'ottica più jazzistica. Il quintetto con cui Mario Biondi incide il suo primo album a suo nome è di tutto rispetto; il trombettista Fabrizio Bosso non ha ormai bisogno di molte presentazioni, ha suonato e continua a suonare con i migliori jazzisti a livello mondiale, scopritore di nuovi talenti (vedi il nostrano Andrea Sabatino), batte ormai le strade consapevoli delle grandi tradizioni del passato ma fortemente proiettate al futuro; Daniele Scannapieco (in passato già sassofonista di Dee Dee Bridgewater) impreziosisce le dodici tracce con eleganza e carattere; la sezione ritmica (Luca Mannutza al pianoforte, Piero Ciancaglini al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria) crea atmosfere geometriche e profonde e offre la possibilità a voce e fiati di esprimere il meglio.
Il lavoro di Mario Biondi rappresenta un punto fondamentale nello sviluppo di questa corrente definita nu-jazz; la larga diffusione di cui sta godendo ha permesso di sdoganare un genere troppo spesso relegato nelle intimissime stanze del jazz oppure bollato superficialmente come musica da cocktail…musicisti come Nicola Conte o Gerardo Frisina che sempre per Schema Records avevano inciso i loro primi lavori, non rappresentano più un isolato esempio di lettura in chiave moderna della tradizione jazzistica, ma rappresentano dei pionieri che con il loro impegno hanno dato la possibilità a validi artisti come Mario Biondi di fare ascoltare a più orecchie possibili un assolo bop.