
DOWNLOAD O NON DOWNLOAD?
Insomma bisogna decidere se si è favorevoli o no al download, o meglio, se chi é favorevole lo è per ideali radicati e ragionati o solo perchè non spende una lira e ha a disposizione praticamente tutto il materiale audio/video del mondo.
Trovandomi a parlare o sentire diverse persone interessate più o meno in prima persona all’argomento, non ho sentito una sola parola pro-download…Michael Rosen (sassofonista jazz di fama mondiale con cui abbiamo chiacchierato qualche giorno fa) dice che non si guadagna quasi più nulla dalla vendita dei cd e che quindi bisogna puntare più sui concerti live; Sabina Guzzanti non è molto contenta del fatto che si scarichino i suoi film (spiazzando così molti che pensavano “…ma come Sabina…proprio tu icona della sinistra combattiva e abbatticapitale”); il Piotta, quando la ragazzetta gli dà del fascista, risponde: ”fascista io?? no ma a me chi cazzo me paga le bollette…”; Frankie Hi-Nrg comprende il download ma fissa dei limiti di decenza negli ascolti…“se lo ascolti la quarta o quinta volta significa che ti piace e allora compralo!perchè non si dovrebbe dare la possibilità di guadagnare ad un artista che ti fa godere?”; il filosofo Postman Ultrachic parla di insanabile discordanza tra il tempo di download e tempo di ascolto (andando più indietro attacca le basi stesse del cd con l’introduzione dello skip-saltatraccia che uccide il concetto di album).
Insomma parliamoci chiaro…a chi fa comodo il download…basta con le cazzate del far conoscere un gruppo emergente, c’è il myspace per quello…basta con le cazzate de “la musica è un bene di tutti”…la musica è un prodotto per il quale della gente ci ha investito tempo, soldi, fatica, sonno; anche il pane, l’acqua, il metano per il riscaldamento sono “beni di tutti”(e sono per giunta bisogni primari) ma si pagano!
Mi tiro in ballo per primo io, che scarico a ruota, ma se poi un album mi piace, lo compro, e se un giorno tutto questo dovesse finire…beh pazienza, non scenderò certo in piazza per difendere la libertà di prendere qualcosa che non è mio(diciamo pure che ci è andata bene fino ad ora). Quello che mi domando è: ma se i Metallica volessero davvero far condividere i propri brani tra i propri fans, cosa gli consterebbe renderli free sul loro sito? Costerebbe a loro e ai loro produttori milioni di dollari. Sono appassionato di un gruppo? Bene il discorso è questo: si scarica la musica, quindi il gruppo non guadagna…cosa fa il gruppo allora per vivere? punta sui live(sostenuti proprio dalla notorietà basata sui download); naturalmente alza i prezzi dei concerti per sopperire ai mancati guadagni delle non-vendite; chi credete che andrà a vedere i concerti a quelle condizioni? Proprio molti di quelli che hanno comprati il cd originale. I meno motivati non andranno neanche più ai live...
Curioso da parte mia (ex sostenitore del download selvaggio come espressione della libertà di accesso alle informazioni e alla cultura) questa svolta “pro sistema produzione-fruizione-ascolto” ma è un sistema che è quasi arrivato al collasso, quando sparirà la grande distribuzione sui supporti fisici (cd, vinili) il sistema crollerà su sè stesso (anche se mi auguro di no).
Post troppo lungo...
alla prossima miniriflessione
postato da: zanca alle ore 16:59 | Link | commenti (13)
categoria:varie, piccoli pensieri, retrospettive musicali
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