BRAD MELDHAU - "Bewitched, Bothered and Bewifdered" - the art of the trio vol.3

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L’altro giorno si parlava con chiara di jazz…il concerto del quartetto di Billy Hart è stato bello si, Mark Turner sassofonista tecnicamente molto bravo, era della scuola shorteriana e quindi non mi faceva impazzire, ma si discuteva del fatto che tristemente il jazz vecchio stampo si sta giorno dopo giorno spegnendo..fa tristezza per me, che amo il jazz più di ogni altro genere, ammettere questo; vedo mostri sacri che rimaneggiano stancamente standard che oramai spengono decine e decine di candeline, convinti del fatto che tanto i veri puristi del jazz continueranno ad ascoltarli imperterriti; si loro continueranno, ma non si trasmette molto e non riesco a coglierne la prospettiva. Vedo lontanissimi gli splendori delle big band, la freschezza dell’hard bop e la pazzia del free jazz con tutta la sua scia elettrica…di miles davis ce n’è stato e ce ne sarà uno solo! Certo, fenomeni come Bublè, Cammariere, Ivan Segreto, Mario Biondi sono da apprezzare per aver avvicinato molte persona a questo genere, ma è già finita la miccia…non c’è più polvere da sparo, fagocitati, smussati, allungati, diluiti, tagliati…a metà. Come al solito però il cuore pulsante di uno spasmo incontrollato ricomincia a creare, sperimentare mischiare, fondere e rischiare; vedo in progetti come
Ci sarà un giorno in cui si potrà ballare sulle note di “On the corner”…
