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martedì, 12 febbraio 2008

 

www.adrianatuzzo.com

fotografa dalle magiche dita

postato da: zanca alle ore 16:41 | Link | commenti (2)
categoria:segnalazioni
sabato, 02 febbraio 2008

BRAD MELDHAU - "Bewitched, Bothered and Bewifdered" - the art of the trio vol.3

 

 

Myjazz.com

 

L’altro giorno si parlava con chiara di jazz…il concerto del quartetto di Billy Hart è stato bello si, Mark Turner sassofonista tecnicamente molto bravo, era della scuola shorteriana e quindi non mi faceva impazzire, ma si discuteva del fatto che tristemente il jazz vecchio stampo si sta giorno dopo giorno spegnendo..fa tristezza per me, che amo il jazz più di ogni altro genere, ammettere questo; vedo mostri sacri che rimaneggiano stancamente standard che oramai spengono decine e decine di candeline, convinti del fatto che tanto i veri puristi del jazz continueranno ad ascoltarli imperterriti; si loro continueranno, ma non si trasmette molto e non riesco a coglierne la prospettiva. Vedo lontanissimi gli splendori delle big band, la freschezza dell’hard bop e la pazzia del free jazz con tutta la sua scia elettrica…di miles davis ce n’è stato e ce ne sarà uno solo! Certo, fenomeni come Bublè, Cammariere, Ivan Segreto, Mario Biondi sono da apprezzare per aver avvicinato molte persona a questo genere, ma è già finita la miccia…non c’è più polvere da sparo, fagocitati, smussati, allungati, diluiti, tagliati…a metà. Come al solito però il cuore pulsante di uno spasmo incontrollato ricomincia a creare, sperimentare mischiare, fondere e rischiare; vedo in progetti come la Rh Factor del trombettista texano Roy Hargrove (o il trio Medeski, Martin & Wood) il nuovo, il futuro, sono lui e quelli come lui che hanno ancora della miccia e riescono a riaccendere gli animi dei giovani orfani del jazz, delle nuove leve del funk e dell’hip hop senza guide o stelle comete che gli illuminino la strada che percorreranno tra una decina di anni…chi lo sa cosa ascolteremo allora (si riuscirà a non ascoltare in radio i bidoni anni ‘80?). Un momento di sfogo questo, un momento di riflessione con Brad Meldahu che mi suona un dolcissimo brano, un momento di intimità con il jazz nella speranza di vedere cosa sarà e dove andrà il nuovo, con un po’ di vergogna per averlo trascurato e un altro po’ di rancore per la miccia che non riesco a vedere ma che voglio vedere.

Ci sarà un giorno in cui si potrà ballare sulle note di “On the corner”…

 

postato da: zanca alle ore 18:27 | Link | commenti (1)
categoria:retrospettive musicali, piccole schegge